Aiuto, ci stanno dando la caccia
Le principali novità del DDL Caccia
La riforma ridefinisce la caccia come un'attività utile alla conservazione della biodiversità e dell'ecosistema, modificando radicalmente le regole sul territorio nazionale:
- Ampliamento delle aree: Sarà possibile cacciare all'interno dei demani forestali, sui valichi montani (lungo le rotte migratorie dei volatili) e persino sulle spiagge. Resta invece fermo il divieto nei centri abitati e nei parchi nazionali/regionali, sebbene questi ultimi vengano ora calcolati per raggiungere la quota minima di territorio protetto.
- Aumento delle specie e dei limiti: L'elenco degli animali cacciabili viene esteso, includendo anche specie precedentemente escluse o protette, come il colombaccio, la pavoncella, l'oca selvatica e il piccione di città. Il lupo viene declassato da specie "rigorosamente protetta" a "protetta", consentendo alle Regioni di autorizzare piani di contenimento.
- Calendari più lunghi e flessibili: Viene esteso il periodo venatorio, permettendo la caccia anche in presenza di neve e prolungando gli orari giornalieri oltre il tramonto.
- Minori vincoli scientifici (ISPRA): Le Regioni avranno la facoltà di discostarsi dai pareri scientifici dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la stesura dei calendari venatori locali, purché motivino la scelta basandosi su fonti riconosciute dalla Commissione Europea.
- Sanzioni anti-protesta: Viene introdotta una sanzione pecuniaria fino a 900 euro per chiunque ostacoli, interrompa o disturbi intenzionalmente le operazioni di caccia o di controllo della fauna, colpendo direttamente le manifestazioni degli attivisti sul campo.
- Aziende faunistiche private: Le aziende faunistico-venatorie perdono l'obbligo di operare senza scopo di lucro, potendosi trasformare in vere e proprie imprese con accesso a finanziamenti pubblici.
Il dibattito e lo stato dell'arte
Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, ha sollevato forti polemiche sia da parte delle opposizioni sia da parte delle principali associazioni ambientaliste ed animaliste (come LIPU, WWF e LNDC Animal Protection), che denunciano il rischio di un "far west" venatorio e la violazione delle direttive europee Habitat e Uccelli. Nelle ultime settimane sono emerse anche alcune divergenze e critiche interne alla stessa maggioranza, che potrebbero portare a parziali modifiche o limature del testo prima del voto definitivo alla Camera.



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